PMI e digital divide, la situazione.

pmiL’Agenda Digitale in Italia è un osservatorio preposto allo sviluppo delle nuove tecnologie in tutti gli ambiti: da quello prettamente amministrativo a quello propriamente economico. L’idea che sta alla base dell’AD è quella di semplificare tutte le pratiche amministrative, i procedimenti, per abbattere il divario digitale e attraverso la lotta agli sprechi, incrementare le possibilità della tanto agognata ricrescita economica. L’efficacia a cascata si rifletterebbe sulle imprese e i cittadini, che avrebbero a disposizione strumenti di accesso alla PA immediati, trasparenti, funzionali ed efficienti.

Quali sono le ricadute positive per le aziende? Innanzitutto va detto che un grosso problema è rappresentato dal digital divide, che straordinariamente non riguarda la canonica divisione nord-sud, che contraddistingue la creazione di ricchezza. Per le imprese i problemi di digital divide sono ovunque, praticamente al di fuori delle grandi città e in alcune zone geografiche ben precise.

Ciò dipende da un’arretratezza di fondo del nostro paese, che ancora insegue il sogno della superbanda larga ovunque, mentre l’orografia non aiuta, ossuto com’è il paese fatica a ricevere correttamente il segnale anche quando non arrivano le cablature. Ma mentre la super-fibra si va diffondendo, cosa fanno di concreto le aziende nel web. Come il web può aiutare le PMI?

Già 20 anni fa, agli albori della digitalizzazione, il web era visto come un’opportunità, ma si faticava a vederlo come veicolo di business, perché a mala pena se ne vedeva il futuro come media d’impatto sull’intrattenimento. Ora che il business è arrivato si capisce come il grande collettore di intrattenimento regali possibilità di affari praticamente infinite a chi ha inventiva, capacità e sa individuare un terreno dove muoversi.

Le imprese italiane sul web si muovono secondo due direzioni: da una parte pensano che il web risolva le magagne generate dalla crisi iniziata nel 2011, da un’altra parte tentano di capire come funziona, ma senza investire così tanto. Un po’ non si fidano dello strumento, preferiscono reti commerciali tradizionali, panorami affidabili nei quali muoversi, anche se lo fanno senza frontiere e le loro commesse arrivino in tutte le parti del mondo. Il web ha accorciato i tempi degli ordinativi, ha velocizzato i pagamenti, i tempi di attesa, ha portato abbattimenti di costi inimmaginabili fino a 20 anni fa.

Però non si fidano dei professionisti che agiscono nel web, perché sono imprenditori nuovi, che parlano un linguaggio diverso dal loro e propongono soluzioni particolari che sono misurabili solo con impegno e devozione. A differenza di quanto si pensi e nonostante gran parte dei più grandi miliardari del mondo operino nel settore delle nuove tecnologie, guadagnare sul web è complicato e occorre costanza e dedizione. E fiducia nel mezzo e nelle sue possibilità.

 

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