L’istituto si trova in pieno centro cittadino, in Via Decembrio, 14 ed è una scuola ricca di storia.
Nacque infatti con la funzione di…..ospedale! Nel 1768, con Regia Patente di Re Carlo Emanuele di Savoia, fu ordinata la fusione di tre ospedali: Osp. delle SS. Marta e Maria, risalente al 1498, nel luogo oggi occupato dal Seminario; Osp. della B. V. Immacolata, aperto nel 1474 in una casa oggi in Corso Novara; Osp. del SS. Sacramento, sorto nel 1575, nel palazzo dove ora si trova il Municipio.
I tre istituti, trasformati in Ospedale degli Infermi, ebbero un’unica Amministrazione e gli ammalati furono concentrati nell’antico locale dell’Osp. del SS. Sacramento, modificato e accresciuto nei fabbricati fino al 1824. L’ampliamento dell’ospedale, la cui prima pietra fu posta nel 1771, fu progettato dall’architetto piemontese Francesco Martinez. L’arch. Orelli dal 1821 lavorò a modifiche e ampliamenti per migliorare gli aspetti igienico-sanitari, in precedenza piuttosto carenti.
Uno di questi progetti prevedeva la costruzione di una nuova ala che probabilmente è proprio quella dove attualmente si trova la Scuola “Bussi”. Non sappiamo se i nuovi locali furono effettivamente utilizzati per “un adatto ricovero per la provvisoria dimora di Trovatelli e per altri usi proficui al Venerando Luogo Pio”, ma lo testimonierebbe una scritta, che ancora si legge su due muri opposti all’interno del cortile della scuola: “ CASA DI RICOVERO”.
Nel tempo e in seguito ai numerosi rapporti stilati da medici in cui si denunciavano gravi carenze dal punto di vista sanitario, fu progettato un nuovo ospedale in Corso Milano ( l’edificio verrà inaugurato nel 1911 dal Re Vittorio Emanuele III di Savoia).
Da quella data il nostro fabbricato cambia funzione: nel 1911 infatti vi furono trasferiti gli uffici del Municipio e nell’anno scolastico 1926/27 trovò sede, proprio nelle attuali aule della scuola, anche l’Istituto Commerciale “L. Casale”.
Nel frattempo, la parte inferiore dell’edificio, ancora a portici aperti, era adibita a mercato e ad usi vari. Le arcate furono chiuse attorno ai primi anni ’50 e, nelle aule così create, si stabilì il corso per geometri nell’anno scolastico 1953/54.
Solo con il 1967/68 questi locali ospiteranno la scuola media “ Bussi”, nata dalla fusione delle due più antiche scuole medie di Vigevano, quella statale di Via Decembrio e quella di Via Cairoli.
Nel 1955 la scuola media st. di Via Cairoli era stata intitolata a Gian Andrea Bussi, ma precedentemente il Consiglio dei Professori aveva proposto all’unanimità il nome di Virgilio. Cosa era successo? Il Consiglio Comunale non aveva approvato la scelta, poiché “è desiderabile, come è stato fatto per le altre scuole locali, che anche per questo Istituto venga prescelto il nome di qualche cittadino vigevanese che, per la sua attività nel campo della cultura, della scienza, dell’arte o per altre particolari benemerenze, abbia dato lustro alla nostra città” (dal verbale della Giunta, adunanza 5/11/54, delibera n. 690).
Gian Andrea Bussi o De’ Bussi, di cui non si hanno molte notizie, fu comunque un cultore delle “ humanae litterae” , anche se non famoso come Virgilio. Nato a Vigevano nel 1417 da una delle migliori famiglie della città, fu mandato a Mantova presso G. F. Gonzaga, dove il maestro Vittorino Rambaldone da Feltre, oltre ai Principi, istruiva anche quei discepoli che, pur non potendo pagare, si distinguevano per impegno. Il Bussi vi compì gli studi letterari e filosofici, poi si recò a Parigi per laurearsi in teologia. Al suo ritorno in Italia ottenne gli ordini sacri, ma non rinunciò mai ai suoi amati studi letterari e alla sua attività di emendatore di vecchi codici. Nel 1451 si trasferì a Roma al servizio del dottissimo cardinal Niccolò da Cusa che seguì anche in Germania. In seguito entrò nella Corte Pontificia e nel 1461 fu eletto da Papa Paolo II vescovo di Accia in Corsica, poi di Aleria. Non rimase però mai stabilmente in Corsica, perché la sua opera di Refendario, Bibliotecario e Segretario presso i Papi era molto apprezzata.
Intanto a Roma iniziava la sua collaborazione con i due tedeschi prototipografi d’Italia, Corrado Schweinhein ed Orlando Pannartz, per stampare l’intera serie dei migliori autori latini, di cui nulla era stato stampato in Germania. Il Bussi dedicò tutto il suo ingegno gratuitamente alla revisione dei testi, lavoro faticosissimo: nei manoscritti più antichi infatti non esisteva intervallo tra le parole e in quelli posteriori spesso erano separate male, non si conosceva la punteggiatura e nel corso dei secoli si erano moltiplicate le abbreviazioni, per cui le voci potevano essere interpretate male, se non si possedeva grande cultura. In quattro anni dal 1468 egli pubblicò libri di S. Geronimo, S. Leone, Lattanzio, S. Tommaso, S. Cipriano, Cicerone, Quintiliano, Cesare, Livio, Svetonio, Florio, Giustino, Gelio, Apuleio, Strabone, Plinio ed inoltre la Bibbia.
Nonostante le amarezze provocate dalle calunnie a causa di dispute con altri dotti, il Bussi godeva di tale considerazione da raggiungere il suo massimo risultato: la nomina a bibliotecario della Biblioteca Vaticana, carica istituita da Papa Sisto IV dopo la sistemazione della stessa.
Quando Gian Andrea Bussi morì nel 1475, la tipografia era ormai diffusa in 36 luoghi in Italia. Fu sepolto nella Chiesa di S. Pietro in Vincoli e lasciò la sua preziosissima biblioteca alla sua Vigevano; purtroppo nulla è giunto fino a noi di tale patrimonio, di cui si trova un ultimo cenno in uno scritto di Vincenzo Boldrini del 1883. Appassionato studioso di codici antichi, il suo destino fu quello di mettere a disposizione degli altri la cultura e la civiltà latine, attraverso la nuova invenzione della stampa; lavorò silenziosamente e senza compiere azioni clamorose, acquistando meriti immortali, per cui meritò ampiamente l’intitolazione di una scuola, luogo della cultura.
Sintesi dal libro “Scuole e personaggi”. Indagine sulle scuole di Vigevano e sui personaggi cui sono dedicate, a cura degli alunni delle classi della Sc. Media st. “G. Bussi”, anno sc. 1990/91, stampato presso il Centro Stampa del Comune di Vigevano [a cura della prof. Lilia Galli].
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