Ultimo aggiornamento: Sabato 04 Settembre 2010

Un po’ di storia

Alcuni passaggi fondamentali della nostra storia

La nostra storia

La nostra storia

1970-1971
La scuola inizia la sua attività con il nome di “IV Scuola Media”; la sede era collocata all’interno del “Palazzo Esposizione” dove oggi troviamo gli uffici comunali.

1973-1974
La scuola viene destinata ad un nuovo e moderno edificio, in via Valletta Fogliano 59, l’attuale sede. Nello stesso anno scolastico vengono istituite le 150 ore volte all’educazione degli adulti, in risposta alla necessità di molti lavoratori di conseguire la licenza media. Ancora oggi la scuola media Bramante si occupa di educazione degli adulti, attraverso il Centro Territoriale Di Educazione Permanente. La scuola viene intitolata a “Donato Bramante”, nome motivato dalla particolare cura e sensibilità verso una cultura artistico creativa che l’allora Capo di Istituto dimostrava. L’edificio, ricco di laboratori, palestre, teatro e vari spazi interni ed esterni, invitava al potenziamento delle attività scolastiche.

1992-1993
Viene introdotta la sperimentazione ministeriale del bilinguismo.

2000-2001
Si unisce come sua succursale la Scuola Media Bussi, rispettando le disposizione del piano di accorpamento delle scuole previsto per la realizzazione dell’autonomia scolastica.

2001-2002
Viene introdotto l’indirizzo musicale, con l’insegnamento nel curricolo obbligatorio di uno strumento da scegliere tra flauto, pianoforte, chitarra e violino, oltre a teoria e solfeggio.

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Donato Bramante

Donato Bramante

Donato Bramante

La grandiosa figura del massimo architetto del Rinascimento – di colui che fu giustamente chimato “il rinnovatore dell’architettura italiana” – è, ancora in parte avvolta nelle nebbia delle attribuzioni incerte e dei dati biografici scarsi e malsicuri.
Certo egli nacque nel 1444 in Monte Asdrualdo (l’attuale Ferignano) nel ducato di Urbino. Della giovinezza del Bramante nulla sappiamo, se non che egli ebbe povere origini come conferma anche il Vasari. Probabilmente iniziò molto presto a lavorare ad Urbino, dove nel frattempo sorgeva la mirabile reggia di Federico di Montefeltro, opera di Luciano Laurana. Dell’impronta urbinate rimane le traccia in tutta la produzione del maestro, come ad esempio la chiesa di San Bernardino ad Urbino, Santa Maria delle Grazie a Milano, dove il Bramante venne nel 1476 a cercar fortuna. Qui alla corte di Ludovico il Moro trovò il modo di affermare la sua audace attività. Gli esordi artistici sono quasi esclusivamente pittorici: un esempio sono le grandiose figure di uomini d’arme per il palazzo Panigarola (ora Pinacoteca di Brera), il Cristo legato dell’abbazia di Chiaravalle oppure “L’Argo” nella sala del tesoro del castello Sforzesco.
In campo architettonico ricordiamo nel 1482 la ricostruzione della chiesa di San Satiro a Milano, per la quale inventa la stupenda prospettiva del finto coro; nel 1488 il duomo di Pavia con la cupola più grande dell’Italia settentrionale. Successivamete lavorerà nella “pusterla” del castello Sforzesco di Milano e nel castello di Vigevano. Nel 1499 il Bramante lascia Milano alla volta di Roma e per ordine di Gulio II inizia la costruzione della nuova basilica Vaticana, successivamente del Palazzo dei Tribunali e della dimora Papale. La morte, avvenuta nel 1514, interrompe la sua attività, mentre le sue opere saranno portate a termine da altri. A Vigevano il Bramante ha caratterizzato l’opera intrapresa dal Moro per la realizzazione della grande Piazza “Ducale” realizzata fra il 1492 e il 1494. La piazza, portica su tre lati ai piedi del castello, con i suoi 138 metri di lunghezza e 48 di larghezza si chiude con il duomo. La grandiosa sistemazione urbana e le dimensioni contenuti hanno favirito la fruizione di questo spazio come di una stanza comune a cielo aperto, sfondo di un salotto dove dove i vigevanesi intrecciano i quitidiani rapporti sociali.