Il fumo durante la gravidanza fa male

Per la donna che fuma la gravidanza è veramente un periodo difficile. Fumare in gravidanza innesca forti sensi di colpa, rafforzati dalla mentalità comune che crede che il fumatore è un voglioso, un vizioso e che basta solo uno sforzo di volontà per smettere di fumare. Le stesse fumatrici concordano con questa accusa, alimentando così il disprezzo verso se stesse.

Perchè le donne fumano?

Le fumatrici che non riescono a togliersi il vizio di fumare sono piene di autocritica e di condanna. Tutte le fumatrici giurano a se stesse e promettono agli altri di smettere quando saranno in attesa di un bambino, ma l’ incapacità di fare a meno delle sigarette compromette la gioia e l’ euforia della gravidanza. L’auto-critica feroce, le critiche dei familiari e della gente perché continua a fumare, anziché smettere, si tramuta in aumento dell’ansia, che può arrivare fino al panico.

Le donne in gravidanza che continuano a fumare vengono trattate con disprezzo,incolpate e ritenute responsabili della loro debolezza. Anche le amiche fumatrici della donna si uniscono al coro degli inquisitori. Il loro attacco sarà: ‘Proprio non capisco il tuo fumare, ora che sei incinta. Se fossi nei tuoi panni, io smetterei!’. L’auto-condanna riguarda anche il cattivo esempio che crede di essere verso i figli. Al giudizio negativo si unisce il timore che, se le cose dovessero andare male c’è il rischio di far rimanere orfani i figli, anziché proteggerli.

Conseguenze del fumo

Lo stress a cui sono sottoposte per sopportare le critiche, si aggiungono le preoccupazioni sul danno che il fumo può arrecare al feto, arrivando a vivere uno stato di panico nel caso di presenza di una malformazione fetale. Alcune donne evitano di restare incinte, perché nasce un conflitto fra la necessità di smettere di fumare e l’ incapacità di fare a meno delle sigarette.  Come spiegato in sigarettando.com, “Il potere della nicotina” fa nascere uno stato di panico perché genera un conflitto: la convinzione che è impossibile vivere senza l’aiuto della sigaretta e la necessità di smettere di fumare. La conoscenza del conflitto dei fumatori, della trappola e dell’ altalena dei sentimenti cui sono vittime le fumatrici, aiuterebbe a far sentire le donne meno colpevoli.

Il marito della fumatrice in stato di gravidanza, se conoscesse meglio le difficoltà della situazione, sarebbe una fonte di stress in meno, perchè più gli altri la fanno sentire in ansia, tesa e insicura, più avrà bisogno del sostegno della sigaretta. La sensazione di panico è reale. Ma se capisci che ogni sigaretta anziché alleviare l’ansia ne è proprio la causa, quel potere non solo finisce ma diventa, addirittura, la spinta più potente a smettere di desiderare un’ altra sigaretta.

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